La storia millenaria della Cina è stata il tema dominante della cerimonia d’apertura dell’Olimpiade. Su un lungo papiro sono stati disegnati i simboli e le gesta del popolo locale. Tra le immagini più significative, quelle di navi che solcano il mare e di centinaia di marinai: un riferimento alla storia di Cheng Ho, l’eunuco che nel XV secolo navigò fino all’Africa e secondo una leggenda cinese anticipò Colombo nella scoperta dell’America.
La parte della cerimonia più propriamente di spettacolo, descrittiva, è iniziata raccontando la Cina, entrata nella storia nel secondo millennio a.C., attraverso le sue conquiste culturali e tecnologiche, come la stampa.
Ottocentonovantasette figuranti hanno rappresentato ognuno un “carattere mobile” per dare vita a concetti delle opere di Confucio e dell’essenza stessa della Cina, come l’armonia, ma anche a raffigurazioni più “geografiche” come la Grande Muraglia.
Dopo la stampa, il teatro: in questo caso i figuranti della cerimonia hanno anche dato vita all’esercito di terracotta, gli 8.000 guerrieri di terracotta dell’imperatore Qin Shi Huang che sono una delle maggiori attrazioni turistiche della Cina.
La “via della seta” è poi apparsa nello stadio con la navigazione dei commercianti per tutto il mondo allora conosciuto dai cinesi.
La storia della Cina è arrivata alla sua conclusione nella cerimonia con un richiamo a quanto è stato realizzato in sette anni di preparativi per i Giochi: 4.100 figuranti-acrobati hanno ricostruito la struttura intrecciata dello stesso “nido d’uccello”, uno stadio nello stadio. Inevitabile il riferimento al tai-chi, una delle attività più tradizionali della Cina, e poi si è passati alla natura: l’inquinamento e le speranze per il futuro sono state espresse da dei bambini con zaini da scolari, che hanno dipinto di azzurro la bianca sabbia del mondo.
Nello stadio è poi entrato il… Mondo, forse in base al motto dei Giochi “One World, One Dream”: un globo trasparente azzurro del peso di 16 tonnellate, che ha volato sullo stadio con alcuni attori che ne percorrevano le vie: “noi e il mondo”, hanno infatti cantato il cinese Liu Huan e la britannica Sarah Brightman.
Si è poi passati alla sfilata delle squadre (204 e non 205 per l’esclusione del Brunei), iniziando come sempre dalla Grecia.
Su www.Sportitalia.wordpress.com