La nebbia dentro

La morte separa, la morte riunisce.
Attilio e Pietro sono due fratelli che hanno seguito percorsi di vita differenti. L’uno - Attilio - ha intrapreso con un certo successo la carriera politica; l’altro - Pietro - ha deciso di rimanere nel proprio luogo d’origine, in Val di Susa, a fare il maestro elementare e dare seguito alla grande passione per i libri e la letteratura. Due caratteri diversi. Due persone diverse, accomunate - oltre che dal legame di sangue e dai ricordi infantili e adolescenziali - dall’amore provato per la stessa donna, Cristina, ex fidanzata di Pietro e, oggi, moglie di Attilio.

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personaggi precari

Marino Magliani #3

Marino Magliani: “Quella notte a Dolcedo“, Longanesi, 2008

Magliani è uno scrittore a cui sono molto affezionato. Affacciatosi timidamente sulla scena letteraria, va a poco a poco affermando una personalità già matura e coinvolgente. Vive in Olanda da molti anni, da cui si allontana per tornare a far visita alla sua terra di origine, la Liguria.
Il romanzo è ambientato alla fine del Novecento con forti riferimenti all’ultima guerra mondiale.

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Notti attiche e orologi a cucù

Ho letto le “Notti attiche” di Aulo Gellio e mi è tornata in mente la battuta di Orson Welles nel film “Il terzo uomo”. L’Italia del rinascimento era tutta guerre, congiure, sommosse, e ha prodotto Leonardo, Raffaello, Michelangelo. La Svizzera non fa una guerra da cinquecento anni e che cosa ha prodotto? L’orologio a cucù!

Una recensione di Valter Binaghi

A cura di Roberto Rossi Testa e Gianni De Martino

ibn arabi

Recensito da Valter Binaghi

C’è un percorso esoterico nella nostra cultura che, per quanto oggi sembri trascurato, resta una delle vene sotterranee che ne sostengono la pienezza vitale, senza di che una cultura diviene puro archivio di significanti pastorizzati e di stereotipi nell’agire.
Sto parlando dell’erotica mistica, uno dei momenti in cui la carne appare una promessa pienamente realizzata, e l’istinto dà il suo fiore lungamente atteso nello Spirito

Hitler

hitler di Genna

Recensione di Valter Binaghi
Pubblicata in forma ridotta sul Corriere Nazionale del 24-2-2008

Da un po’ ci si rende conto che il romanzo italiano è un oggetto mutante, e soprattutto che le categorie di genere che la critica tradizionale ha a disposizione sono consunte.