«Non mi sono mai sentita a Casa – Quaggiù» scrive Dickinson. «Riporta questo selvaggio a Casa» canta Dickinson. Emily e Bruce. E nello stesso sentire: sentirsi sempre fuori luogo. Perché fuori di testa, fuori dai denti, fuori dal coro e fuori dal metro. E ne parlavo con l’amico. L’amico della kerkoporta. Mi ricorda, ancora, la kerkoporta: «devi farti kerkoporta, basta farsi kerkoporta. Costantinopoli – si dice – cadde a causa della kerkoporta, una piccola porta secondaria».
Alla quattrocentocinquatatreesima volta che mi sprona a diventar kerkoportiforme gli comunico che, per contrappasso dantesco, sarà concluso in una belìn di kerkoporta per l’eternità… E nel delirare e demandare all’Alighieri i tormenti di chi ci/mi cianura/cianurò la vita in vita, nasce la Metalli Commedia. E l’amico della kerkoporta offre occhio e orecchio all’opera. E presta mano: per contenere le cascate chiare [ché lui computa accenti e corregge e contiene i *cazzi* che Dama usa/abusa come virgola], per assegnare assilli all’arco dell’alloro che – no! Non è peccato mortale sostituire Virgilio con Alice Cooper! E se – sì: è peccato mortale, m’ho da confessare…
Metalli Commedia
Novembre 21, 2009 a 2:26 pm (prosa)
Macellai
Ottobre 25, 2009 a 3:47 pm (prosa)
Da ‘Piovono rane’ di Alessandro Gilioli un pezzo di Piergiorgio Paterlini
Ma cosa state dicendo tutti? Ma cosa c’entra la privacy? Ma chi se ne frega se Marrazzo era o non era al Family day? Se la vita privata di un uomo pubblico sia o no pubblica? Ma di cosa state, di cosa stiamo parlando? Cosa c’entra se Berlusconi ha portato lui a Porta a Porta la propria vita familiare e Marrazzo no? Chi se ne frega se Marrazzo è (era) solo Presidente della Regione Lazio e Berlusconi Presidente del Consiglio?
E davvero l’unico problema di cui si può parlare per restare nel politicamente corretto è se Berlusconi o Marrazzo siano ricattabili, e il resto niente, non c’è nient’altro, tutte queste storie si riducono a questo?
Ma siete, siamo pazzi?
Ma lo sapete come vivono i transessuali? Lo sapete chi sono? Come sono “percepiti” dal senso comune?
Qualcuno si mette dal loro punto di vista, almeno quando è davvero impossibile dimenticarli?
A qualcuno importa qualcosa?
C’entreranno, o no, con Sircana, con Lapo, con Marrazzo e con tutti gli altri, i transessuali, la vita che fanno, che sono costretti a fare o che perfino scelgono?
Prima di ogni altra questione per me viene la seguente, così banale e così rimossa da dare le vertigini: un politico di centrosinistra – no, cosa dico? una persona perbene, una persona che io senta di poter rispettare, prima ancora che rappresentarmi – va con un trans.
I chiodi della storia
Settembre 25, 2009 a 5:50 pm (prosa, riflessioni)
Gira voce che siano stati proibiti alcuni canti nelle celebrazioni liturgiche: Dolce sentire, Osanna eh, Alleluja la nostra festa, Camminerò, Symbolum 77, Acqua siamo noi. Spero sia una voce falsa e tendenziosa. Non solo perché sono canti a cui è legata la mia esperienza di fede, intrisi di memorie che non esito a definire sacre per lo spessore delle relazioni umane e divine che richiamano, ma perché sarebbe indizio preoccupante di un giro di vite che non promette nulla di buono. Da tempo penso che la chiesa necessiti di un rinnovamento: il mondo, il linguaggio, la storia, stanno cambiando in modo irreversibile
Il programma
Settembre 16, 2009 a 4:46 pm (prosa)
Mi chiedo se non dovremmo favorire la fiducia nel miracolo, la certezza che se decido di dare mi troverò qualcosa tra le mani, il vino invece dell’acqua, i pani e i pesci per i cinquemila al posto della misera merenda del ragazzo di Tabga. Credo che il programma dovrebbe contemplare l’imprevisto della generosità, lo strappo nell’ordine prestabilito, l’entusiasmo per l’altro. Altrimenti l’eucaristia e la carità restano parole perse nel depliant dell’abitudine, nel menu ripetitivo di un collegio irrigidito nel suo cerimoniale.
Rose
Settembre 7, 2009 a 11:47 am (prosa)
Ho provato a spiegarlo ieri in uno degli innumerevoli matrimoni che celebro nel mese di settembre: citavo la scena di una pattinatrice (la sposa stessa) che lancia una rosa verso il suo ragazzo (lo sposo), seduto tra gli spettatori; lui, chissà perché – è distratto, o pensa che non sia diretta a lui – la lascia passare e finisce chissà dove. Dicevo che Dio è uno che lancia rose a vuoto, disposto ad accettare la nostra indifferenza. Il prete, figlio di tanto Dio, deve fare lo stesso. Riempie il mondo di rose, a volte inutilmente.
Guida lei
Settembre 7, 2009 a 11:46 am (prosa)
Tutto l’apparato di cui dovrei bardarmi sfuma come l’ombra che mi avvolge; non restano certezze, dogmi, articoli indiscussi, ma solo uno sguardo troppo consapevole, una coscienza troppo lucida. Mi chiedo se sia meglio oggi, o quando avevo perso il filo e la compagna migliore era la ceres. Solo la macchina è la stessa, e come una volta guida lei.
Il guardiano dei paesi
Settembre 3, 2009 a 7:14 pm (prosa)
non riesco più a stare nel mio paese nuovo
e neppure in quello vecchio e grezzo.
io vivo nella frana che sta in mezzo.
lo so ho un’ anima scomposta, a vederla da vicino sembra un paese terremotato. ma non è di me che voglio parlare in queste righe, voglio parlare di un’idea dell’italia, l’italia che cerco ogni giorno è annidata nei paesi più sperduti, l’italia che resiste dove c’è poca gente, dove ci sono alberi, erbacce, cardi, l’italia che vive ancora solo dove è più dimessa, l’italia che non crede alla pagliacciata del progresso, l’italia dei cani randagi, dei vecchi seduti sulle scale, delle case di pietra incollate in lunghe file che si attorcigliano.
La chiave di casa
Settembre 3, 2009 a 7:13 pm (prosa)
di Giovanni Agnoloni
I panni asciugavano nel sole, bianchi come fantasmi strappati e messi a casaccio nello spazio. C’era un sentore di vita mancante, nell’aria, come un profumo di passato non del tutto scomparso. Degli spari, in lontananza, indicavano che la stagione di caccia era già aperta.
Alison camminò oltre la siepe della sua casa di Killarney, diretta al ruscello. Voleva assicurarsi che l’acqua fosse pulita, stasera: a volte ci trovavano dei pezzi d’immondizia che galleggiavano.
Scrivere
Settembre 2, 2009 a 7:49 pm (prosa)
Da tempo immemorabile vorrei scrivere un romanzo: idee a ripetizione, coltivate giorno dopo giorno, cresciute con le vicende della vita. I cassetti, fino a poco fa, traboccavano di inizi, come nel memorabile libro di Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore. Con il trasloco di stanza li ho gettati tutti, gli incipit si sono tramutati in finis
Sodoma e Gomorra
Agosto 31, 2009 a 12:18 pm (prosa)
“Udite la parola del Signore, voi capi di Sodoma, ascoltate la dottrina del nostro Dio, popolo di Gomorra!”.
Così comincia la prima omelia di Isaia, il grande profeta biblico. Mi vengono i brividi, ogni volta che ci penso. Non mi stupisce che sia morto martire.