Luciana Manco

Alcune poesie di Luciana Manco sono QUI grazie a Francesco Marotta che le ha selezionate per noi

Gli incendi di Filippo Davoli

Nudo. E la nudità che ti distingue
dagli altri crocifissi della Terra
è il sublime ed altissimo vedere
di chi scolpendosi nel legno rinunciava
a ogni cosa di sé. Non hai nemmeno
ferite, solo silenzio
che copre la superficie liscia, opaca
di chi ascolta.

QUI

Il sorriso di Dio

1

mi sentivo pieno
del sorriso d’Iddio
nel pieno della smorfia di Dio
che non avrà certo deciso di creare uomini
per empire un inferno
che dalla creazione era rimasto vuoto ed inutile
come tutte le stufe accese
in una casa destinata a rimanere vuota per sempre

QUI

Giancarlo Majorino

c’è una prigione degli attimi
nel vasto cullata
di un tempo senza orizzonte

la voce detta o stampata
suona da lontananze
come altoparlante

la legge ora è data
dalla scoscesa del trascorrere
e insieme dal suo trascinarsi pian piano

QUI

Il vento


Poesia “Il vento” dal libro “Kupahúba”

Il vento continua
a divorare la notte
è là, reale e mutevole
dentro di lui la musica dei rami

Il vento arriva
esplodono sonorità
sfogliano il suo corpo
fa ondeggiare i rami
corpo del vento avvolge e incurva
distende l’amato corpo
astratte e concrete le sue foglie
Si versano sinuose
cascate di vento dentro il bosco
Io danzo, e tu?
Risuona, balla, fischia e canta
è fra gli alberi
nasce come un frutto
nasce come un bambino
le sue risate hanno il ritmo
dell’acqua sulla pietra
prima dolce quasi monotona
dopo forte e piena di risonanze
Qua1cosa di vago
fumo e sapori somiglianti

Márcia Theóphilo, 1999

Seminario di poesia

Centro Coscienza – Seminario di poesia dal 23 al 25 maggio 2008 – Campus La Schola a Morosolo (Varese)

“poesia
è il mondo l’umanità
la propria vita
fioriti dalla parola”
(G. Ungaretti)

QUI

Antonella Anedda

da Dal balcone del corpo

Cori

Solo nel coro può esserci verità
(Franz Kafka)

Coro I

C’era la stanza dove paura e tempo ruotavano.
Dove lui le accarezzò la schiena lavando con l’acqua ogni
traccia di respiro.
Le loro ossa brillarono in segreto.
Quando pensarono di amarsi
la luna sollevò l’acqua in due diverse maree.
Quando lei rispose lui era già lontano.
Lui parlò, lei stava cercando di raggiungerlo
il cane abbaiava nel vento. Cane e vento confusero entrambi
e più di tutto confuse la torcia di chi li andava a cercare.
L’amore s’incise a quel punto.

QUI

Jacopo Galimberti, poesie

robert-yoder-standard-2007.jpg

La tradizione mancata

Ma se il primo che morde di là s’incastella,
fa elettrificare le recinzioni, mina le spiagge,
se il primo che ce la fa porta giustizia e se è stato stuprato
stupra, se moriva di fame affama, Callicrate,
mettiamo la testa nel forno.

Falsi montaliani

monalisa.jpg[*Alessandro Romeo nasce a Venezia nel 1985. Sta per laurearsi in Lettere all’università di Venezia ma, soprattutto, è tra i fondatori di inutile.]

Tremavi asciugandoti i sontuosi
capelli e, nonostante il gelo,
ridevi. Mentre io, appeso sugli anelli,
ti presentavo le terzine addominali.

Una poesia di Francesco Balsamo

tenere sempre con sé
una conchiglia rosa
in mancanza va bene anche
una brocca celeste
non farsi mai mancare
un pesce di carta
e un foglio buono

« Post precedenti