Davvero sono altrove

pomeriggio col petto squarciato.

e parlo e parlo ancora

io che non ci sono più

che non ci sono mai stato

in questo mondo

in questo corpo che di me

porta solo l’ansia.

davvero sono altrove

in una terra di esseri

che continuano a squarciarsi

nella fatica di stare nel cortile

dei minuti.

vi aspetto, ma non so dove

vi aspetto, ma ancora per poco….

F. Arminio

Mano-bocca

Linnio Arriconi si definisce e racconta ma non in una biografia bensì in quella che lui considera una definizione di se stesso che per quanto bella gli crea enorme problemi: essere e parlare come un bambino. Io non ci trovo nulla di male ma il suo difettare in vocaboli e impicciarsi disturba, innervosisce il pubblico e l’artista che ne esce un po’ con le ossa rotte. Caro Linnio cosa fare? nulla rimani così perchè vorrei scrivere e parlare anche io così, in barba agli “adulti”

Islamizzazione

Apertura all’Iran e paura di islamizzazione questo e altro nell’articolo di Giorgio Israel.

Ridurre il numero degli alunni per classe

Ridurre il numero degli alunni per classe è sicuramente una soluzione per migliorare l’attenzione agli studenti e nello stesso tempo salvare posti di lavoro che vanno persi per la rifoma della scuola e il ritorno al maestro unico. E’ veramente questa l’idea di base o c’è qualche nuova sorpresa? Sicuramente i ragazzi hanno bisogno di essere seguiti di più anche perchè la nuova generazione ha maggiori esigenze e anche le insegnanti non riescono a farvi fronte se gli alunni sono molti. Un argomento da approfondire.

Energia nucleare

Ora l’Italia ha deciso, o meglio chi ci governa ha deciso che fra 20 anni avremo 4 centrali nucleari. Non che sa contro visto che importiamo a caro prezzo energia da centrai nucleari francesi proprio dietr la porta di casa ma considerato che dovremo attendere 20 anni non è forse meglio dedicari ad altre foerme di energia?

Uno studio sul consumo energetico in Italia.

La ricetta italiana contro la crisi

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Quello che sta succedendo ha confermato che un’economia, per essere stabile, deve poggiarsi – almeno in parte – sui pilastri dell’industria e dell’agricoltura. Pilastri che l’Italia, nonostante la veemente concorrenza di paesi emergenti, come la Cina, non ha mai voluto abbandonare. Al di fuori delle basi dell’economia reale,  si apre un mondo di carta straccia, quello dei titoli tossici che stanno avvelenando inesorabilmente la finanza.

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La ricetta contro le grandi crisi è ancora la piccola e media impresa ovvero il tessuto produttivo e aziendale della realtà italiana. Ce ne parla Amedeo Teti direttore generale per la politica commerciale del ministero dello sviluppo economico.