E’ un assalto la mia vita

Una poesia di Franco Arminio dal titolo molto eloquente.  …un fiume di polvere…. ma il fiume arriva sempre al mare, nonostante possa deviare o essere deviato.

La rimpatriata

La rimpatriata” di Damiano Damiani.
… La rimpatriata è una cosa bella, tagliata a filo di spada, tutto scritto dal Damiani medesimo. Carrellate a buono schizzo, niente zoomate inutili e dannose, niente nemmeno piani sequenza statici come li morti in piedi. La macchina da presa si muove attorno ai personaggi accompagnandoli come un testimone volontario della bravata notturna di quei prodi con la minuscola in quel della mia Milàn, che come dice il nostro Chouka è grand comme Allah, o grosso modo appena un pò di meno. Il bianco e nero è grigiastro come solo a Milàn, annebbiolito e infreddolito di quella notte da bravi ragazzi d’un lontano inverno….

Saul Stucchi

Marino Magliani intervista Saul Stucchi collaboratore di “Diario” inoltre dirige ALIBI Online, un sito dedicato al turismo culturale, erede del mensile ALIBI – Per essere altrove. È presidente dell’Associazione Amici della Biblioteca di Mezzago (MI), con la quale organizza incontri di letteratura, storia e attualità. Appassionato di storia antica e napoleonica, è iscritto all’Associazione Napoleonica d’Italia.
L’intervista QUI

Vinicio de Moraes

SONETTO DEL BREVE MOMENTO

Piume di nidi sui tuoi seni; urne

di rossi fiori sul tuo ventre; fiori

lungo tutto il tuo corpo, terso dai dolori

di primavere pazze e notturne.

Pantani vegetali sulle tue gambe

che fremono di serpenti e di sauri

itineranti nei multivari

fiumi di acque statiche ed eterne.

Belve che ululano nelle steppe fredde

delle tue bianche natiche vuote

come un deserto tramutato in neve.

E nel mezzo di quella inumana fauna e flora

io, nudo e solo, ascolto l’Uomo che piange

la vita e la morte nel momento breve.

La vita delle cose

GRAMMATICHE DELLE EMOZIONI PER LE MERCI DEL PRESENTE

A cinquant’anni di distanza dai «Miti d’oggi» di Barthes tre libri analizzano da prospettive differenti oggetti e comportamenti della contemporaneità. Ma urgono nuove griglie interpretative
Vanni Codeluppi

Fin dall’antichità gli oggetti hanno avuto significati che andavano oltre il semplice valore d’uso e di scambio. Oggi, però, per gli effetti del marketing e della cultura del consumo, la loro capacità di «comunicare» si è moltiplicata a tal punto, che è sempre più difficile intrattenere un rapporto equilibrato con questo flusso vischioso di significati sempre nuovi e sempre più numerosi. Non solo vivere nell’ipermodernità vuole dire vivere immersi in mezzo agli oggetti, ma la distanza tra i soggetti e gli oggetti si è ridotta sensibilmente. In altri termini oggi, come diceva Baudrillard, è l’oggetto che ci guarda, e ci coinvolge in profondità. Alcuni libri recenti consentono tuttavia di ragionare sulla possibilità di ristabilire nuovamente una distanza tra noi e gli oggetti, quella distanza che in passato ha consentito lo sviluppo di uno sguardo critico.

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Il nucleare.

Si discute negli ultimi tempi molto delle energie alternative al petrolio e si è tornati a parlare di Nucleare. Qui un’interessante intervista a Grazia Francescato a cura di Angela Luisa Garofalo.

Agnes Heller

In questo testo farò ricorso al concetto di grand récit (”grande narrazione”) nello spirito di Pierre Nora e della sua scuola di Storia e Memoria. Con ciò alludo ai racconti, alle storie, alle fantasie, ai modelli dell’immaginario che funzionano come una sorta di archetipo in una data cultura [...]. Le grandi narrazioni europee sono da una parte la Bibbia, dall’altra la filosofia e la storiografia grecoromana. Si tratta di testi perché è l’unico approccio possibile a eventi, azioni e lingua parlata. Anche se oggi ne sappiamo di più grazie agli scavi archeologici e ai ritrovamenti, queste conoscenze aggiuntive non influiscono minimamente sul nostro rapporto con le grandi narrazioni. I testi, e non i reperti archeologici, vengono ancora oggi continuamente reinterpretati, presentati ed elaborati nella letteratura, nella pittura, nella filosofia, nella politica e anche nella vita quotidiana [...]

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Un racconto di Francesca Genti

Noi, dandy di Lambrate, ci ritroviamo alla stazione. Non quella Centrale, va da sé. Quella Centrale è sporca e rumorosa; non è contemplativa. Quella di Lambrate: piccola, vicina, familiare. Con davanti pochi alberi verdi che respirano l’aria di Milano. Ci ritroviamo ogni sera alle sette e la domenica mattina alle sette. La sera, all’imbrunire, ci beviamo l’aperitivo decadente: il chinotto e le noccioline, la cedrata e i pistacchi, la sanguinella e i fonzie. Noi, siamo disgustati dagli aperitivi non decadenti della Milano centrale. Odiamo le tartine farcite di nulla e maionese, di vuoto e pasta d’acciughe, di degrado e cetrioli. Ci vestiamo in modo sublime. Avete presente i quadri di Pellizza da Volpedo? Così.
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La riforma Gelmini

Ancora parole e discussioni sulla riforma della scuola, d’altra parte ogni riforma, al primo impatto, non può che esere criticata ma di fatto bisognerebbe capire quali sono gli effetti ex post. Buona o no, non è mio compito dirlo, dico che se ne parla molto, vuoi per opposizione politica vuoi per interesse vero.

Mi chiedo:  ma qualcuno l’ha veramente studiata? mi spiego meglio: qualcuno l’ha studita cercando di capire cosa vogliono i ragazzi oggi? Conoscendo le esigenze reali di istruzione, punti di riferimento, mondo in evoluzione della nuova generazione? Abbiamo valutato i nostri figli o al solito, da genitori integralisti mai democratici (cosa che si rimprovera sempre ai propri ma di fatto la si dimentica quando siamo noi ad esere genitori) l’unica cosa che ci interessa è cosa è meglio per noi e meno impegnativo? pro e contro tanti, mi piacerebbe sapere se chi l’ha scritta ha prima di tutto dato uno sguardo attento alla nuova generazione, speciale, che non va violentata come sempre fanno le generazioni precedenti per le future. Però … ai posteri l’ardua sentenza e voi bambini e ragazzi, speriamo bene!!

Il grande buio ….

Il Premier annuncia di proporre al prossimo G8 di regolamentare internet e scoppiano le polemiche sul web e non è la priam volta.
pro e contro in un articolo di Giovanni Nuscis e voi come la pensate?

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