Sebastiano Aglieco in un racconto ci narra un dolore diverso, il dolore per la morte di un animale che gli ha fatto compagnia per tanto tempo. Lo so, qualcuno potrebbe “torcere il naso” perchè ci sono dolori diversi ma non c’è un metro per il dolore e nessuno può misurare o decidere quale sia più importante. A volte un animale è un amico caro che ti ascolta ed è sempre presente, con cui è facile parlare perchè sa ascoltare e puoi dirgli ciò che non riusciresti mai a dire a nessuno. Inoltre gli animali, i gatti in particolare sanno “fiutare” le cose ancor prima che accadano e gli stati d’animo di noi uomini che distratti possiamo non accorgerci del dolore di chi ci sta accanto. E’ un racconto e tale vuole essere, ma dietro il racconto c’è un uomo che vuole dirci qualcosa di più.
Un riflesso condizionato
Agosto 28, 2008 a 8:13 am (riflessioni)
Francesco Forlani ci delizia con questo scambio di lettere fra 2 personaggi come in un gioco perverso che annulla l’uomo e moltiplica e fa sopravvivere uno specchio. Vi sembra ermetico, incomprensibile si ma è pura genialità letteraria di chi conosce a fondo l’uomo con i suoi vizi e virtù.
Icaro
Agosto 27, 2008 a 8:52 am (altro)
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Mitologia
Icaro, era figlio di Dedalo e Naucrate, una delle schiave di Minosse. Il padre Dedalo era un ottimo fabbro, infatti Atena stessa l’aveva iniziato a quell’arte. Uno dei suoi apprendisti, era suo nipote Talo, figlio di Policasta, sorella di Dedalo. Già a sedici anni Talo aveva superato suo zio in abilità, difatti aveva inventato diversi attrezzi tra cui la sega. Essendo geloso perchè tutta la fama andava a Talo, decise di ucciderlo spingendolo dal tetto del tempio di Atena. Oltre ad essere invidioso Dedalo, sospettava che suo nipote avesse avuto dei rapporti incestuosi con Policasta. Dopo averlo spinto, Dedalo scese dal tempio e chiuse il corpo di Talo in una sacca, per seppellirlo in un luogo deserto. Interrogato dai passanti rispondeva che nel sacco c’era un serpente, ma camminando apparvero delle macchie di sangue sulla sacca e il delitto fu scoperto. L’anima di Talo volò sotto forma di pernice, mentre il suo corpo fu sepoltp là dove era caduto. Policasta, quando seppe la notizia si impiccò e gli Ateniesi eressero un santuario in suo onore presso l’Acropoli. L’Areopago condannò Dedalo all’esilio per omicidio; secondo altri, invece, egli fuggì prima di essere condannato da un processo. Dedalo si rifugiò in uno dei demi attici, i cui abitanti presero da lui il nome di Dedalidi; poi si fu accolto a Cnosso, in Creta, dal re Minosse che fu ben lieto di accogliere un artefice molto dotato. Egli visse per molto tempo a Cnosso, fino a quando re Minosse seppe che egli aveva aiutato Pasifae ad accoppiarsi con il toro bianco di Posidone, così rinchiuse Dedalo ed Icaro, avuto da Naucrate, nel Labirinto. Ma Pasifae li liberò entrambi. Fuggire da Creta non fu un’impresa molto facile, poichè Minosse faceva sorvegliare tutte le navi e offrì inoltre una ricca ricompensa a chi avesse catturato Dedalo. Con l’astuzia, Dedalo, costruì un paio di ali per se stesso ed un altro per Icaro. Dopo aver saldato le ali alle spalle di Icaro, con della cera, con le lacrime agli occhi, Dedalo gli raccomandò di stare attento e di non volare troppo in alto perchè il sole avrebbe potuto sciogliere la cera ne troppo in basso perchè le ali si sarebbero inumidite con i vapori del mare. Dopo questo, Dedalo si innalzò in volo seguito da Icaro. Mentre si allontanavano dall’isola, battendo ritmicamente le ali, i contadini, i pescatori e i pastori che alzarono lo sguardo verso di loro li scambiarono per dei. Quando si furono lasciate Masso, Delo e Paro alla sinistra e Lebinto e Calimne alla destra, Icaro disobbedì agli ordini del padre e cominciò a volare verso il sole, inebriato dalla velocità che le grandi ali imprimevano al suo corpo. Ad un tratto Dedalo, guardandosi alle spalle, non vide più suo figlio, ma soltanto delle piume sparse che galleggiavano sulle onde sotto di lui. Infatti il calore del sole aveva sciolto la cera e Icaro era precipitato in mare, annegandovi. Dedalo volò a lungo in quel luogo, finchè il cadavere di Icaro riemerse. Lo portò allora in un’isola vicina, chiamata ora Icaria, dove lo seppellì. Una pernice appollaiata su una quercia lo osservò scavare la fossa squittendo di gioia: era l’anima di Talo, finalmente vendicata.
Silenzi di pianura, parole di fiume di Umberto Bbellintani
Agosto 22, 2008 a 6:56 am (Senza Categoria)
Come il personaggio che esce dallo schermo ne “La rosa purpurea del Cairo” per abbracciare la spettatrice in sala, innamorata di lui, così Umberto Bellintani mi è venuto incontro con un cappello di paglia logoro, calzato all’indietro e un volto che lascia poco all’intuito, uscendo da un film. “Affettuosa presenza” è una poesia in immagini di Franco Piavoli che ripercorre la corrispondenza – lunga quasi quanto la vita – di Umberto Bellintani con l’amico-poeta fiorentino Alessandro Parronchi.
Una conversazione
Agosto 19, 2008 a 9:21 pm (Senza Categoria)
Francis Bacon e Michel Archibaud conversano sull’arte su Poesia e Spirito
Le Olimpiadi
Agosto 17, 2008 a 8:14 pm (Senza Categoria)
Antonio Sparzani ci parla delle olimpiadi ma non dell’edizione 2008 in Cina bensì delle loro origini, delle olimpiadi dei greci. QUI
Numeri
Agosto 16, 2008 a 5:04 pm (Senza Categoria)
Chi di noi non ha mai desiderato vincere al lotto o al totocalcio. Volete un po’ di numeri? Non è vero ma ci credo? tanto io sono sfortunato però… QUI
L’ombra del dubbio
Agosto 15, 2008 a 4:22 pm (Senza Categoria)
Il puro momento della negatività è lo spauracchio col quale si vorrebbe arrestare chiunque osi pensare: “in fondo, anche nell’uomo più laido c’è una scintilla divina”. “E’ impossibile che tutto un popolo sbagli”, se volessi potrei anch’io recitarvi questa filastrocca, ma lo fanno già così bene tutti gli altri che forse è superfluo.
Emanuele Giordano continua la sua riflessione QUI
Una confessione
Agosto 12, 2008 a 8:54 pm (Senza Categoria)
Davide Nota si confessa narrandoci l’infanzia, la sua educazione e le sue scoperte e credenze acquisite con il crescere. Siete curiosi? QUI
Provocazione in forma di apologo 73
Agosto 10, 2008 a 9:11 pm (Senza Categoria)
Un racconto breve di Roberto Rossi Testa QUI