Prospettive di integrazione e di dialogo

Intervento su fede e ragione, in un dibattito a Genova (il 20 giugno) con Mons. Luciano Pacomio e il Prof. Giulio Giorello

0. Parliamo stasera di prospettive d’integrazione e dialogo tra fede e ragione. Guardiamo dunque al presente e al futuro in atteggiamento positivo e costruttivo. Ma diamo al tempo stesso per scontato il significato del punto di partenza dal quale muoviamo: fede e ragione come due grandezze ben distinte, che non di rado la modernità e la contemporaneità hanno visto e vedono in conflitto tra loro.

Ora – dobbiamo chiederci – è proprio questo il necessario punto di partenza: sotto il profilo storico e sotto il profilo teoretico? Non possiamo troppo sbrigativamente rispondere a questa domanda. Pur nel breve tempo che abbiamo a disposizione mi pare essenziale, anche dal mio punto di vista, tentare di guardare per un attimo a ciò che sta alle nostre spalle prima di lanciare con pertinenza lo sguardo verso ciò che ci sta davanti.

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Il mistero dei piedi sulla spiaggia

Qualche giorno fa, la mia devastata attenzione è stata sollecitata da una di quelle notiziole che appaiono nelle brevi di cronaca, nelle pagine interne, di altisonanti quotidiani altrimenti alle prese con fatti e notizie di portata ben più rilevante (penso ad esempio all’opportunità o meno che Mr.DonaToni rimanga incollato alla panchina di CT della nazionale).
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Europiè

Ed eccoci qua, in abbondante ritardo sui tempi canonici delle cronache calcistiche. Mi veniva da dire: freschi di lutto stretto. Ma i lutti sono cose serie, lasciamoli per i discorsi seri. Al pallone, invece, è possibile dedicare la celia.
E quindi: gli Europiè.
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Giugno di amori

Le sere di febbraio si passano in casa a guardare il fuoco e ad aspettare la primavera, ma queste sere di giugno dal lungo crepuscolo sono belle da godere camminando per le strade e i sentieri lontano dalle case. Non ci sono ancora villeggianti e turisti, cercatori di funghi, cacciatori; i boscaioli contadini sono stanchi per la lunga giornata di lavoro, gli altri so¬no seduti davanti alla televisione o in discoteca. Così, dopo le uscite primaverili delle motociclette che fanno fuggire nel folto i caprioli che bramano l’erba novella ai bordi del bosco, in queste sere puoi camminare in altro tempo. In altri tempi da collocare nel tuo vissuto o nel vivendo che puoi scegliere.

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La poesia a Massenzio

La sera è decisamente invitante. Una di quelle che ti viene da chiederti “devo proprio restare a casa, con una luna cosi ?”.

Cosi, adocchiata nel programma prelevato nella serata precedente dedicata a Gibson e Lansdale, la grande teoria di poeti ospiti nella serata conclusiva del Festival delle letterature, puntuale come una cambiale svizzera, prendo S. e raggiungiamo Massenzio

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Voli pindarici

di Fabrizio Centofanti
Essere cieco ha i suoi vantaggi. Quando viaggi in aereo, per esempio, puoi immaginare tutto, mentre il corpo galleggia senza peso nella carlinga traballante, come nei vecchi tram di Roma. Io, poi, sono un vecchio sognatore, passo il tempo a inventare storie sempre nuove, perché la vita è questo, una fucina di storie che germogliano l’una dall’altra, senza mai fermarsi. Neanch’io mi fermo: è un altro dei vantaggi di chi è cieco. Nel mio mondo la noia non esiste: rumori, odori, sono spunti di trame e intrecci sempre nuovi, che prendono corpo nella mente e portano in volo in regioni sconosciute, scenografie che devi costruire nei minimi dettagli, perché il cieco ha questa esigenza di definire e descrivere, come nessun altro, e non può sfuggirgli nulla di ciò che lo circonda.

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VOLTItraVOLTI

Giovedì 19 giugno alle ore 18 si inaugura presso la Galleria Michelangelo di Roma (via G. Giraud 6) la mostra di Enrico Pulsoni voltitravolti, promossa dalla Michelangelo Libri e curata da Gianmaria Nerli.

Il trentennale lavoro di scultore, disegnatore e pittore di Enrico Pulsoni trova in questa mostra una delle sintesi più mature di una originalissima ricerca artistica. Ispirandosi quasi alla lettera a una ossessione che è prima di tutto linguistica, volti travolti, volti tra volti, voltitravolti, Pulsoni si è dedicato, nel corso degli ultimi due anni, a disegnare ossessivamente volti su volti unicamente attraverso l’uso della penna biro. Questi volti, disegnati su cartoncini della dimensione di una carta da gioco, alla fine sono diventati più di mille e sono stati rinchiusi in un cofanetto che stenta a contenerli tutti. Poi questi volti iniziali hanno subito molte metamorfosi, fino a diventare immensi disegni a biro di di due metri di altezza, o incredibili sculture in terra bianca.

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La nebbia dentro

La morte separa, la morte riunisce.
Attilio e Pietro sono due fratelli che hanno seguito percorsi di vita differenti. L’uno - Attilio - ha intrapreso con un certo successo la carriera politica; l’altro - Pietro - ha deciso di rimanere nel proprio luogo d’origine, in Val di Susa, a fare il maestro elementare e dare seguito alla grande passione per i libri e la letteratura. Due caratteri diversi. Due persone diverse, accomunate - oltre che dal legame di sangue e dai ricordi infantili e adolescenziali - dall’amore provato per la stessa donna, Cristina, ex fidanzata di Pietro e, oggi, moglie di Attilio.

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Per i morti sul lavoro

Ballata dell’invalido
di Gianni D’Elia

E li chiamano incidenti sul lavoro,
ma non li dovrebbero chiamare
piuttosto, incidenti sul capitale?…

Meno soldi e meno diritti,
questa è la danza che s’ha da danzare,
il ballo del lavoro col capitale!…

E le chiamano morti bianche,
ma non dovrebbero chiamarle
piuttosto, morti tante, tante, tante…

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Sono venuto a portare il fuoco

Stanotte, qui, hanno incendiato il cassonetto degli indumenti usati e manomesso la leva per l’afflusso dell’acqua corrente.

Noi aiutiamo gli extracomunitari difficili e i rom, anche alcolizzati, e dall’altare dico che oggi sono loro i pubblicani e le prostitute che ci precedono nel regno dei cieli.

Che esista un misterioso legame tra le due cose?

Vi tengo aggiornati, se me ne danno la possibilità.

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