Parlare per figure

[ L’articolo è un estratto da un lavoro tuttora in corso su alcuni scrittori contemporanei. La rilettura di David Grossman riguarda la sua novella o romanzo breve Col corpo capisco edito da Mondadori nel 2003. N.d.A.] (1)

David Grossman è spesso riuscito a creare personaggi femminili molto belli.

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Dino Campana

[Si tratta di un primo capitolo per un libro che sto scrivendo nel corso degli anni… più che un capitolo è in realtà un’introduzione un po’ più lunga del solito per mettere in chiaro criteri e valutazioni, bilanci e prospettive, punti di vista e ricordi del passato (non a caso il testo è dedicato a Piero Cudini, un amico che non c’è più…). Giuseppe Panella]

DINO CAMPANA: LA POETICA DELL’ORFISMO TRA PITTURA E SOGNO

Nicchie e piramidi

images-nicchia.jpg “La nostra identità […], pur debole, che cerchiamo di assicurare e di raccogliere sotto una maschera, non è che una parodia: il plurale la abita, anime innumerevoli vi si disputano”

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Area protetta

di Paola Villa
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Almeno 180 grammi, il peso di un vinile puro: la dimensione di una musica scandita da tempi precisi e da gesti misurati che restituivano, insieme all’ansia dell’attesa, il senso e il valore dell’ascolto.

Ibrid@prosa

di: Guido Tedoldi

Il racconto che segue è stato uno dei partecipanti al «non concorso» Ibrid@Prosa organizzato dai blogger di Ibrid@Menti (li trovate all’indirizzo web http://ibridamenti.splinder.com). L’ho definito «non concorso» perché funziona tutto come se fosse una normale competizione letteraria, con tanto di giuria che seleziona i lavori migliori arrivati – ma alla fine non c’è un vincitore: ci sono delle opere segnalate e pubblicate su Ibrid@Menti e qui da noi su Lpels. Ma se non vince nessuno, che scopo c’è allora?

Hegel

Ci sono momenti della vita in cui si rilegge un libro perché all’improvviso ci sembra che abbia significato qualcosa di importante per noi, che lo abbiamo perso di vista ma non vogliamo dimenticarlo, e allora lo riprendiamo in mano con la voglia inconfessata di lasciarci andare alla nostalgia. Per certi libri capita più di una volta, in epoche differenti, e con qualcuno l’operazione-nostalgia funziona.

Una recensione di Valter Binaghi

A cura di Roberto Rossi Testa e Gianni De Martino

ibn arabi

Recensito da Valter Binaghi

C’è un percorso esoterico nella nostra cultura che, per quanto oggi sembri trascurato, resta una delle vene sotterranee che ne sostengono la pienezza vitale, senza di che una cultura diviene puro archivio di significanti pastorizzati e di stereotipi nell’agire.
Sto parlando dell’erotica mistica, uno dei momenti in cui la carne appare una promessa pienamente realizzata, e l’istinto dà il suo fiore lungamente atteso nello Spirito

Jacopo Galimberti, poesie

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La tradizione mancata

Ma se il primo che morde di là s’incastella,
fa elettrificare le recinzioni, mina le spiagge,
se il primo che ce la fa porta giustizia e se è stato stuprato
stupra, se moriva di fame affama, Callicrate,
mettiamo la testa nel forno.

Hitler

hitler di Genna

Recensione di Valter Binaghi
Pubblicata in forma ridotta sul Corriere Nazionale del 24-2-2008

Da un po’ ci si rende conto che il romanzo italiano è un oggetto mutante, e soprattutto che le categorie di genere che la critica tradizionale ha a disposizione sono consunte.

Provocazione in forma d’apologo 50

Da una telefonata con XY, editore e imprenditore geniale: “Alcuni di noi stanno sbancando il casinò, ma il casinò si trova sul Titanic in mezzo all’Oceano”.

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